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ALIMENTAZIONE DEL CARDIOPATICO
V
 

Nutrirsi significa mangiare cibo in quantità e qualità che soddisfino il senso dell’appetito nonché il gusto e possibilmente la vista e l’olfatto. Per mangiare bene occorre, realizzare un giusto equilibrio fra quantità, qualità e varietà degli alimenti e principi nutritivi da ingerire.

Una alimentazione risulta razionale e quindi in grado di corrispondere appieno alle esigenze reali dell’organismo se fornisce un corretto apporto energetico, è varia, previene carenze o eccessi nutrizionali. I LARN (Livelli di assunzione raccomandati di energia e nutrienti per la popolazione italiana), utilizzati per il calcolo dei bisogni nutritivi rappresentano una valida linea orientativa per la realizzazione di una corretta alimentazione. Nella formulazione di una dieta individualein base a vari parametri, quali età, sesso, attività fisica e lavorativa e metabolismo basale (quantità di energia necessaria all’organismo per svolgere le fisiologiche funzioni vitali), deve essere determinato il fabbisogno energetico giornaliero che viene definito sulla base delle stime del dispendio energetico; stabilito ciò, la quota calorica dovrà essere ripartita tra i nutrienti fondamentali: proteine, lipidi e glucidi. In un soggetto adulto ed in condizioni fisiologiche normali si considera ottimale una ripartizione energetica quotidiana che prevede il 10-15% di proteine, 25-30% lipidi, ed il 55-60% di glucidi.

Le proteine che possono essere introdotte attraverso varie fonti alimentari quali carne, pesce, salumi, uova, legumi, latte e i suoi derivati, sono composti biologici di fondamentale importanza, Sono molecole complesse formate da unità fondamentali, gli aminoacidi; dei 22 aminoacidi noti, 14 sono sintetizzati dall’organismo, mentre 8 sono detti “essenziali” poiché non essendo prodotti dall’organismo devono quindi essere introdotti con la dieta. Le proteine svolgono molteplici funzioni biologiche, alcune di esse possiedono attività strutturale e di sostegno (collagene, elastina, miosina), altre hanno importanti funzioni all’interno delle membrane cellulari, del citoplasma e dei liquidi organici (proteine plasmatiche, le immunoglobuline, gli ormoni peptidici, gli enzimi, l’ emoglobina ).

I carboidrati o zuccheri sono i costituenti fondamentali di cereali, frutta, legumi, e rappresentano la componente quantitativamente più importante dell’alimentazione umana. La principale funzione metabolica dei carboidrati (soprattutto del glucosio) consiste nel fungere da elemento energetico di pronto e facile impiego e di maggior rendimento.

I lipidi o grassi sia quelli di origine animale (burro, strutto), sia quelli di origine vegetale (olio di oliva e margarine), sono costituiti in gran parte da miscele di trigliceridi (molecole di glicerolo a cui sono unite tre molecole di acidi grassi). Nell’organismo i lipidi assolvono diverse funzioni: sono componenti strutturali delle cellule, (fosfolipidi e colesterolo) hanno funzione energetica, contribuiscono all’isolamento termico (proteggono cioè dal freddo), aiutano l’assorbimento delle vitamine liposolubili (A, D, E, K). Una volta assunti dall’organismo, i lipidi possono accumularsi nel tessuto adiposo, in caso di richiesta di energia essi vengono mobilizzati e inviati in particolare ai muscoli, dove vengono ossidati e ridotti ad anidride carbonica e acqua, con grande liberazione di riserve energetiche. Ed infine non occorre dimenticare che una corretta alimentazione prevede anche l’assunzione di fibra (30g/die) è importante un consumo quotidiano di frutta e verdura che garantisce un apporto di vitamine, minerali e oligoelementi.

Cosa si raccomanda per prima cosa ad un paziente cardiopatico?
La prima raccomandazione è quella di mantenere, o far rientrare, il peso nei limiti normali. Si evince facilmente che maggiore è la massa corporea e maggiore sarà lo sforzo che il cuore dovrà fare per portare il sangue fino alla estrema periferia e ossigenare quindi i tessuti.

Quanti pasti si devono fare nella giornata?
Almeno 4 o 5. Tutto questo perché quando noi mangiamo grandi quantità di cibo, al momento della digestione una cospicua quantità di sangue affluisce nell'apparato digerente, diminuendo quindi il rifornimento di sangue al cuore e al cervello che ne hanno particolarmente bisogno. Il pasto piccolo richiama quantità di sangue minore nella zona dove si svolge la digestione, in modo che il cuore e il cervello non ne abbiano a soffrire.

E' vero che non si può bere acqua durante i pasti?
Nella giornata noi dobbiamo bere almeno un litro e mezzo di acqua, e la suddividerei in mezzo litro ai pasti e un litro fuori pasto. Eviteremo in questo modo di riempire troppo lo stomaco, proprio perché quando lo stomaco è troppo pieno, solleva il diaframma e da' quella strana e spiacevole sensazione di ingombro.

Un paziente cardiopatico può bere il vino?
Durante i pasti e preferibilmente rosso (fa bene alle coronarie), nella quantità massima di mezzo bicchiere a pasto. Tutto questo se non ci sono problemi epatici o dismetabolici di altro genere.

Ma quanto sale si può prendere nella giornata?
Il sale, in quantità non prescritte, è un nemico del cuore, perché tende a trattenere liquidi e quindi a sovraccaricare il circolo. In linea generale è concesso un massimo di 5 grammi e un minimo di 2 grammi.

Nell’ipertensione arteriosa il trattamento dietologico è in grado di prevenire le complicanze?
Sicuramente si. Il trattamento dietetico deve focalizzarsi sul controllo del peso, sulla restrizione dell’apporto sodico (riducendo al minimo essenziale il sale nella preparazione e nella cottura degli alimenti, evitando cibi ad alto contenuto di sodio o conservai in scatola o in salamoia quali aringhe, acciughe, insaccati, formaggi, salse) e sulla riduzione del consumo di alcool

Si può mangiare la carne?
Le proteine, siano esse rappresentate da carne, uova, latticini, pesce, sono sostanze che vengono metabolizzate dal rene. Ora c'è una stretta connessione tra il funzionamento del cuore e quello del rene. Ad un cuore non in ottime condizioni può corrispondere un rene in condizioni non brillanti. Quindi, proteine sì, ma senza strafare. La quota proteica raccomandata è di circa 0,8-0,9 g. per chilo di peso corporeo IDEALE.
A questo proposito si consiglia di consumare almeno 4 volte a settimana il pesce, così ricco di acidi grassi polinsaturi, sicuramente benefici per le nostre arterie e per il nostro cuore.

Si possono condire le pietanze con burro, olio o altri grassi indifferentemente?
Tutti i grassi animali sono ricchi di grassi cosiddetti saturi che facilitano la formazione di colesterolo e per di più di quello chiamato LDL o colesterolo "cattivo", in quanto tende a chiudere le nostre arterie. Quindi diamo la preferenza all'olio di oliva, grasso vegetale, ricco di acidi grassi polinsaturi che danno luogo alla formazione del colesterolo "buono" HDL, che invece ci protegge dal danno vasale. Attenzione però al fatto che ogni grammo di olio fornisce 9 Kcal.

Ai pazienti cardiopatici è concesso mangiare dolci?
E’ necessario ricordare:

  • Se c'è il diabete
  • Nei dolci ci sono tanti grassi animali
  • I dolci hanno tante calorie, quindi attenzione al peso.

In che modo è possibile ridurre i livelli sierici di colesterolo?
Sebbene l’80% del colesterolo in circolo non provenga dall’alimentazione ma è prodotto dal nostro fegato per opera di un enzima in relazione anche all’eccesso di peso corporeo (grasso).
Tuttavia modificando il comportamento alimentare, è possibile ridurne i livelli sierici per tali motivi è preferibile consumare alimenti come il pesce (ricco in particolare di acidi grassi polinsaturi), cereali, legumi, olio d'oliva, prodotti della pesca, frutta e ortaggi, l’introduzione di elevate quantità di fibre consente infatti di legare parte del colesterolo esogeno consentendone una minore assimilazione. 

Quali sono gli alimenti che forniscono un elevato apporto di colesterolo?
Gli alimenti particolarmente ricchi in colesterolo sono: fegato di vitello, uova di gallina burro, gamberi, cozze, formaggi, lardo, zampone, sgombro.

Le verdure si possono mangiare liberamente?
Si possono mangiare tutte e in grande quantità. Attenzione alle patate e ai legumi che apportano più calorie. Le verdure, sia crude che cotte, aumentano non solo il senso di sazietà, ma apportando anche quantità caloriche molto modeste.

Per quanto riguarda la frutta?
Si può consumare tranquillamente, senza eccedere; la frutta infatti oltre a rappresentare una importante fonte di vitamine e sali minerali, contiene fruttosio, uno zucchero semplice che fornisce una discreto apporto calorico.

 

 
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