La morte di Giovanni Paolo II ha sconvolto la gente del mondo intero. Come da anni non accadeva, la morte di un “uomo” ha provocato uno smarrimento planetario: umili e potenti della terra si sono improvvisamente fermati in senso di grande rispetto.
Hanno pregato per lui credenti di qualunque religione, non credenti, cristiani, ebrei e musulmani, ognuno chiedendo al proprio Dio di dargli finalmente quella pace che tanto ha implorato per gli uomini della terra.
Perché mai ? Chi era costui ? Era un gigante che ha sconvolto la storia del mondo lottando e abbattendo muri e ideologie, che per decenni hanno costretto l’uomo alla schiavitù, non importa se fisica e/o culturale.
Il giorno della sua elezione aveva detto: ”Non abbiate paura. Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo”. Negli anni del suo dicastero ha aiutato l’uomo a liberarsi dalla paura che, inspiegabilmente, è spesso dentro di noi; quella paura che non ti fa pensare e anzi ti fa credere, erroneamente, che sei geneticamente inferiore. In altre parole ha lottato per la “libertà” dell’uomo, un bene legato alla verità: “La libertà è se stessa nella misura in cui realizza la verità sul bene. Se la verità cessa di essere collegata alla verità e comincia a renderla dipendente da sé, pone le conseguenze morali dannose, le cui dimensioni sono a volte incalcolabili. In questo caso l’abuso della libertà provoca una reazione che prende la forma di questo o quel sistema totalitario”.
E’ stato un leader mondiale della vita,della giustizia, dei diritti umani e della pace “sempre e a qualunque costo” senza se e senza ma. In una globale e lungimirante visione del mondo ha difeso i deboli di tutti i popoli senza la paura dei forti e dei potenti. Senza di lui probabilmente certe regimi totalitari sarebbero caduti più tardivamente e non in maniera indolore.
Ha amato tanto i giovani che considerava futuro della terra.
Ha con pazienza portato avanti il dialogo interconfessionale chiedendo anche perdono dei mali commessi dalla Chiesa.
Ha portato Cristo in giro per il mondo , verso quel mondo che mai ,in certi casi, avrebbe avuto la possibilità di andare verso di lui, “globe trotter” come è stato definito per i suoi 130 paesi visitati nei suoi 26 anni di pontificato. Ha stretto la mano di re, dittatori, governanti ma anche di diseredati, malati, carcerati, sempre nello spirito di ricerca e richiesta di pace, giustizia e libertà per gli uomini della terra, utilizzando molto i massmedia di cui con largo anticipo aveva intuito l’importanza.
I cinque viaggi in Sicilia dimostrano il suo amore per la nostra terra. Indimenticabile le sue parole, in occasione del viaggio ad Agrigento :” Dio ha detto di non uccidere:nessuna agglomerazione, mafia,può calpestare questo diritto santissimo di Dio. Questo popolo siciliano,talmente attaccato alla vita,che ama la vita e da la vita,non può vivere oppresso sotto la pressione di una civiltà contraria, la civiltà della morte” e ancora, rivolgendosi ai mafiosi esclamava: ”Convertitevi, assumetevi le vostre responsabilità”.
Karol Wojtyla ha certamente scalfito se non modificato il nostro modo di pensare. La storia lo ricorderà. Noi lo ricorderemo perché è morto “un Simbolo” e quando diventi simbolo resti nella storia, lasciando la speranza , forse la certezza che il mondo possa diventare migliore .
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