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L'ATTIVITA' ELETTRICA DEL CUORE: il sistema di conduzione
V
 

Il cuore è una struttura prevalentemente muscolare costituita da due pompe (ventricoli  destro e sinistro) funzionalmente sincronizzate, che  spingono il sangue nel circolo polmonare e in quello sistemico.
Le cellule muscolari cardiache necessitano, per contrarsi, di  uno stimolo elettrico che deve poi anche diffondersi  in maniera sincrona a tutto il muscolo cardiaco.
Tale impulso si autogenera nel cuore e, come avviene nel trapianto cardiaco,  il cuore è capace di battere autonomamente indipendentemente dalle sue connessioni con il sistema nervoso centrale. Se si seziona il nervo motore ad un muscolo del braccio si ha la paralisi di quel determinato muscolo. La sezione dei nervi cardiaci non blocca l’attività elettrica del cuore poiché il sistema nervoso centrale non genera l’impulso elettrico ma  ha una funzione modulatrice sull’impulso che origina nel cuore, cioè può accelerare o diminuire la velocità del battito cardiaco in relazione ad esigenze di differente portata cardiaca.

Origine del battito cardiacoL’impulso elettrico cardiaco origina nel cosiddetto “Nodo del seno” che si trova alla giunzione tra la vena cava superiore (la vena che raccoglie principalmente il sangue della testa e della parte superiore del torace) e l’atrio destro e che è costituito da tessuto fibroso e di cellule “nodali”. Per tale motivo quando il nostro elettrocardiogramma è normale il cardiologo scrive “Ritmo sinusale” e la frequenza cardiaca è intorno ai 70 battiti al minuto.

Trasmissione dell'impulso ai ventricoli
Attraverso fasci preferenziali, i cosiddetti tratti intendali, e anche attraverso la muscolatura atriale, l’impulso elettrico si diffonde all’atrio sinistro e al “nodo atrioventricolare” che si trova nell’area di passaggio tra gli atri e i ventricoli in prossimità del lembo settale della valvola tricuspide (tra atrio e ventricolo di destra). Quando il ritmo cardiaco, per una malfunzione del nodo del seno o per un difetto di conduzione, origina nel nodo antrioventricolare si parla di “ritmo nodale” ma la frequenza cardiaca è intorno ai 50 battiti al minuto.
Da tale nodo si diparte il “Fascio di Hiss” che, dividendosi in due branche, destra e sinistra, trasmette l’impulso elettrico ai ventricoli.
Qualora, ad es. per una ischemia che si verifica nel corso di un infarto miocardico inferiore, l’impulso elettrico si blocca nel nodo atrioventricolare (blocco completo atrioventricolare) emerge, al di sotto del nodo,  un ritmo cosiddetto “idioventricolare” con una frequenza intorno ai 40 battiti al minuto, spesso non sufficiente a mantenere la portata cardiaca e che necessità del pacemaker .
Quando l’impulso viene bloccato in una delle branche del fascio di Hiss si parla di “blocco di branca destro o sinistro”.

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