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Editoriali Cardionews > Febbraio 2005
 

- Le cellule staminali: realtà o illusione? -

di Giovanni Ruvolo
 

Su alcuni giornali sono stati scritti numerosi articoli sugli “effetti miracolosi“ delle cellule staminali somministrati ai pazienti  con l’infarto miocardico acuto. oio. Al nostro giornale sono arrivate molte telefonate da parte di pazienti che hanno richiesto un trattamento immediato con cellule staminali.

Di cosa stiamo parlando? Ad un paziente con infarto miocardico acuto sarebbero state somministrate cellule staminali direttamente nelle coronarie, le arterie che portano sangue al cuore. Lo scopo della somministrazione sarebbe quella di “iniettare nel cuore“ cellule che “potenzialmente” possono dare origine a vasi sanguigni (neoangiogenesi) o trasformarsi in cellule cardiache che possano sostituire quelle che stanno morendo.

Il problema è reale ed è così importante dal punto di vista delle applicazioni cliniche che moltissime tra le più prestigiose istituzioni scientifiche stanno investendo ingenti somme in ricerche sul possibile impiego clinico delle cellule staminali.

Nel caso specifico, non è proprio possibile che la somministrazione intracoronarica di cellule staminali dia immediatamente un risultato tale da poter fare affermare che il paziente con infarto miocardico acuto “è stato salvato dalle cellule staminali”.

In altre parole è stata data una notizia non vera ma resa verosimile dall’utilizzo di corretti presupposti scientifici. Ciò ha determinato “illusioni di salvezza“ in tanti pazienti affetti da cardiopatia ischemica e che hanno già avuto un infarto miocardico, e in pazienti con grave disfunzione ventricolare, che sperano di ripristinare immediatamente la contrattilità cardiaca con la somministrazione delle cellule staminali.

Questo modo di dare informazione, oltre a non essere corretto nei confronti dei pazienti, danneggia i ricercatori che, per anni, nel silenzio dei laboratori, portano avanti ricerche così importanti.

Quando si pubblicizza una notizia riguardante importanti problematiche assistenziali bisognerebbe ricordarsi che esistono moltissimi pazienti che l’ultima forma di terapia di cui possono avere bisogno è quella dell’ illusione, cosa diversa dal dare speranza, che resta uno dei più importanti doveri di chi si occupa di assistenza sanitaria.

 
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