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Editoriali Cardionews - Maggio 2005
 
   

- Il sole: il dolce e  caldo  pericolo estivo -

 
di Giovanni Ruvolo
 
   

Quando si parla di estate si pensa immediatamente alle vacanze e, quindi, al mare e al sole. Ci guardiamo allo specchio e ci rendiamo conto che c’è qualche chilo di troppo e, soprattutto, abbiamo un colorito “non da spiaggia”.

Iniziamo una cura dimagrante in modo da arrivare  snelli a fine  maggio. Resta il problema colore della pelle: lampada o sole ?

Sono molti, i più incoscienti, che si buttano a capofitto in cerca di raggi, solari o ultravioletti non importa, senza tenere conto del proprio tipo di pelle e senza programmare, magari consultando un dermatologo, la dose di ultravioletti e/o di raggi solari: frequenti e incontrollate sedute dall’estetista o tutta la giornata sotto il primo sole pur di vedersi un po' abbronzati e far bella figura.

I raggi solari hanno effetti benefici ma possono anche provocare gravi patologie cutanee soprattutto negli individui con carnagione chiara.

Prima di esporsi intensamente al sole e/o ai raggi ultravioletti delle lampade, sarebbe opportuno consultare il proprio medico o un dermatologo per conoscere il tipo della propria pelle e quali protezioni mettere in atto, per valutare la presenza o meno di patologie cutanee già presenti e che possono essere aggravate dall’esposizione ai raggi solari.

L’abbronzatura è dovuta all’aumento della melanina, un pigmento che si trova normalmente nella nostra pelle in concentrazione diversa nei singoli individui: poco nei soggetti con pelle chiara, molta in quelli con pelle scura. La melanina aumenta per proteggere la pelle dagli effetti nocivi dei raggi solari. Quando ci esponiamo ai raggi ultravioletti o ai raggi solari la melanina presente sulla pelle si ossida determinando l’abbronzatura iniziale. Perché si produca altra melanina, e quindi altra abbronzatura, sono necessarie  36-72 ore dalla stimolazione iniziale. Quando si esponiamo al sole subito per molte ore al giorno non diamo alla pelle il tempo di difendersi producendo melanina e conseguentemente non solo la pelle non si abbronza ma anzi  va incontro alle varie forme di fotodermatosi che si possono manifestare, ad es., come eruzioni cutanee associate a prurito e alla comparsa di bollicine o come una vera e propria orticaria solare.
Esiste un rapporto tra i fenotipi di carnagione e la capacità di abbronzarsi e conseguentemente la protezione solare da utilizzare.

Se la carnagione ha un color latte, gli occhi sono chiari e i capelli rossi, si ha una scarsa capacità di abbronzarsi e pertanto è consigliabile una protezione solare totale. Se, invece la carnagione è scura, i capelli e gli occhi sono neri, allora si ha un’alta capacità di abbronzarsi e quindi la protezione solare può essere bassa.

Un discorso analogo vale ovviamente per i raggi ultravioletti: l’uso non controllato delle lampade può essere pericoloso.

Attenti quindi a quei due: prenderne poco per volta soprattutto se si ha la pelle chiara, gli occhi chiari e i capelli rossi.

 

   
 
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